Discussione

I dati inseriti nel database nell’ambito del progetto descritto nel presente contributo riguardano 6689 specie, valore che raggiungerà presumibilmente le 10000 specie con le integrazioni apportate da altre convenzioni: si è venuto così a costituire il più completo strumento conoscitivo della fauna di una nazione attualmente disponibile in Europa. Il lavoro sinora eseguito ha consentito di conseguire i seguenti obiettivi:

  1. individuare i centri (hotspot) di biodiversità, rarità ed endemicità nel territorio italiano; questo fatto consentirà di gerarchizzare le celle della griglia UTM secondo una scala di priorità per la conservazione

  2. individuare nel database specie bioindicatrici, vulnerabili e minacciate; questo consentirà di stilare un giustificato elenco di specie di interesse comunitario, nazionale o regionale, nonché una “lista rossa” degli invertebrati italiani

  3. sovrapporre i layers di distribuzione delle specie con la distribuzione dei siti Natura 2000, nonché con le carte tematiche realizzate da altre convenzioni; questo consentirà di creare modelli ecologici e gestionali

  4. individuare le aree meno conosciute da un punto di vista faunistico; questo importante aspetto permetterà di colmare le lacune con indagini mirate sul territorio.

L’introduzione degli invertebrati nello studio della distribuzione della fauna italiana e la loro sovrapposizione alla mappa dei siti di interesse comunitario consentirà infine di valutare se la rete Natura 2000 sia rappresentativa o meno degli hotspot di endemicità e rarità degli invertebrati, nonchè sufficiente a tutelare le specie vulnerabili, minacciate o in pericolo di estinzione. Una possibile incongruenza può essere dovuta a due fattori principali: a) i criteri di scelta delle riserve naturali sono di solito orientati verso la protezione di gruppi di specie ”carismatici” (principalmente vertebrati - specialmente uccelli - e piante: Araújo, 1999); b) sebbene gli invertebrati rappresentino, in numero di specie, più del 97% dell’intera fauna italiana, pochissimi invertebrati sono inclusi nell’allegato 2° della Direttiva Habitat e sue integrazioni. Per questa ragione, pochissime “specie chiave” sono disponibili tra gli invertebrati per individuare i siti da proteggere in Europa, e queste specie potrebbero non essere rappresentative dell’intera fauna. Mappare la distribuzione degli invertebrati è pertanto un approccio essenziale per proporre una integrazione alle liste di specie della Direttiva Habitat (e pertanto un ampliamento o una ricalibrazione dell’attuale rete ecologica).

Ringraziamenti

In primo luogo il mio ringraziamento va al prof. Sandro Ruffo, del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, che è stato mio maestro nello studio della biodiversità, ha sostenuto il mio lavoro permettendomi di approfondire le mie conoscenze sulla biodiversità ed ha riletto e commentato criticamente il manoscritto. L’Autore desidera ringraziare per l’opportunità offerta il dr. Alessandro La Posta ed il dr. Eugenio Duprè, della Direzione Conservazione Natura per il permesso a divulgare i dati della convenzione, l’aiuto fornito in ogni occasione e l’incoraggiamento alla prosecuzione del lavoro. Alla dr.ssa Alessandra Aspes ed al dr. Leonardo Latella del Museo di Verona vanno i più sentiti ringraziamenti per aver agevolato in ogni modo il mio lavoro al museo; senza il loro aiuto questo contributo non avrebbe potuto essere realizzato. Un ringraziamento particolare è rivolto al  prof. Alessandro Minelli, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova; sono in debito con lui per l’aiuto prestato sulle tematiche della Checklist ed i preziosi ed amichevoli consigli. Infine, i miei più sinceri ringraziamenti vanno agli specialisti che hanno collaborato al progetto ed hanno fornito tutti i dati, il più delle volte inediti, che hanno mi hanno reso possibile l’assemblaggio del database e del software di mappatura.

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 La pagina è stata aggiornata il 31 Luglio 2003